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ASSOCIAZIONE

I diritti del fanciullo

LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL’ INFANZIA

 

A 50 anni dalla Dichiarazione ONU  dei Diritti del Bambino” (1959) ed a 20 anni dalla “Convenzione Internazionale 1979 sui Diritti dell’ Infanzia”, (1979) proponiamo alcune riflessioni sul tema.

 

IL CAMMINO DELLA CONVENZIONE ONU

1959     L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con membri di 78 Paesi, approva all'unanimità la Dichiarazione dei diritti del bambino: una Dichiarazione in 10 punti di principi morali, senza forza legale.

1978     Il governo polacco propone di elaborare una Convenzione sui diritti del bambino durante l'Anno Internazionale del bambino in programma per il 1979. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decide di insediare un gruppo di lavoro all'interno della Commissione sui diritti umani.

1979     Il gruppo di lavoro dichiara l'impossibilità di completare la Convenzione entro l'anno. Viene decisa una sessione di la-voro all'anno della durata di una settimana.

1988     Dal 1978 al 1988 il testo originale polacco è rivisto, modificato e sviluppato. Il testo finale, composto da una introduzione e 54 articoli, include indicazioni di principio e disposizioni di attuazione.

1989     In marzo, la Commissione sui diritti umani adotta il testo presentato dal gruppo di lavoro. Il testo è poi trasmesso al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e successivamente viene votato dall'Assemblea Generale dell'ONU il 20 novembre ed è entrato in vigore il 2 settembre 1990. Ad oggi, la Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia, è stata ratificata da 193 Stati, un numero superiore a quello degli Stati membri dell'ONU. L'Italia lo ha fatto con la legge n. 176 del 27 maggio 1991.

 

I CONTENUTI DELLA LA CONVENZIONE

La Convenzione sui diritti dell'infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia.

È il primo strumento di tutela giuridica internazionale legalmente vincolante che prevede l'intera gamma dei diritti umani - civili, culturali, economici, politici e sociali; essa riconosce il ruolo vitale della famiglia, definisce gli obblighi dei Governi e degli adulti nei confronti dei bambini, sostiene che i bambini devono avere crescenti opportunità di partecipazione sociale come preparazione alle responsabilità dell'età adulta.

Con la Convenzione sui diritti dell'infanzia si è sancito che i bambini e le bambine sono titolari e soggetti di diritti.

La Convenzione sui diritti del bambino, approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, è uno dei documenti sui diritti umani più completi della storia moderna. Il testo comprende una Premessa e 54 articoli (nella prima versione erano 21) che affermano i diritti fondamentali, civili, economici, sociali, culturali e religiosi dei bambini. È un documento che ha valore legale: gli Stati che lo ratificheranno dovranno adeguare il loro ordinamento giuridico ai principi in esso contenuti.

La Convenzione prevede alcuni diritti che appaiono per la prima volta in un documento internazionale sui diritti umani ed in particolare:

·       il riconoscimento che il punto di vista del bambino deve essere sentito e tenuto in considerazione in tutti i procedimenti giudiziari ed amministrativi relativi al suo futuro.

·       Il rispetto dell'eredità etnica, religiosa o linguistica quando si dia un'assistenza familiare alternativa al bambino.

·       La protezione contro lo sfruttamento economico e sessuale del bambino.

·       La necessità di riabilitazione fisica e psicologica e il reinserimento sociale del bambino vittima di abuso, abbandono, sfruttamento e tortura.

Il documento, tuttavia, anche se ad altissimo livello, è il risultato di necessari compromessi che conseguono alle diversità economiche, politiche e sociali delle nazioni aderenti all'ONU.

Su due questioni in particolare, assai diverse fra loro, il compromesso è evidente: la prima riguarda il diritto alla vita prima della nascita; la seconda la partecipazione dei ragazzi ai conflitti armati, che è stata ammessa per coloro che hanno più di 15 anni. Sulla prima, dopo lunghi negoziati, i Governi si sono accordati nell'includere nella Premessa una dichiarazione tratta dalla Dichiarazione dell'ONU sui diritti del bambino (1959): "II bambino a causa della sua immaturità fisica e mentale necessita speciale cura e assistenza, oltre della protezione legale appropriata prima e dopo la nascita".

In quanto dotata di valenza obbligatoria è vincolante, obbliga gli Stati che l'hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.

Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall'art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all'obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell'Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull'attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.

Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini" (il termine inglese “children” in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni (art.1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).

Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).

La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili e devono essere rispettati sia dai Governi che dai singoli.

Alla Convenzione sui diritti dell'infanzia si accompagnano due Protocolli opzionali che l'Italia ha ratificato il 9/5/2002 con legge n. 46.

 

Il Comitato sui diritti dell'infanzia

La Parte Seconda della Convenzione sui diritti dell'infanzia, istituisce il Comitato sui diritti dell'infanzia allo scopo di esaminare i progressi compiuti dagli Stati parti nell'esecuzione degli obblighi derivanti dal trattato.

Il Comitato è composto da diciotto esperti di alta moralità e in possesso di una competenza riconosciuta nel settore oggetto della Convenzione sui diritti dell'infanzia.

I membri del Comitato sono eletti, a scrutinio segreto, tra i componenti di una lista designati uno da ogni Stato parte della Convenzione.

La partecipazione avviene a titolo personale, secondo il principio di un'equa ripartizione geografica e in considerazione dei principali ordinamenti giuridici.

Il compito del Comitato è analizzare i Rapporti sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia nel proprio paese che, gli Stati parti, si sono impegnati a presentare per tramite del Segretario Generale dell'ONU, in base a quanto previsto dall'art. 44 della Convenzione. Anche i due Protocolli opzionali alla Convenzione prevedono un meccanismo di garanzia dell'attuazione dei principi in essi sanciti basato sulla presentazione periodica di rapporti al Comitato sui diritti dell'infanzia. In particolare, l'art. 8 del Protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e l'art. 12, par.1 del Protocollo opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini prevedono l'obbligo per gli Stati parti di presentare un primo rapporto sullo stato di attuazione entro due anni dall'entrata in vigore dei protocolli all'interno dello Stato. Successivamente i progressi e le azioni compiute, nonché le difficoltà riscontrate devono essere inserite nel Rapporto sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia da presentarsi ogni cinque anni.

 

Da “Prima i Bambini” n.192 (dic.2009)

Scarica i documenti

Dichiarazione ONU  dei Diritti del Bambino” (1959)

“Convenzione Internazionale 1979 sui Diritti dell’ Infanzia”, (1979)