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Educare alla vita buona del Vangelo

Educare alla vita buona del Vangelo
Ultima modifica: 19-02-2019

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO

Orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020

 

 

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA LETTURA DEL TESTO

 

Gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 intendono offrire alcune linee di fondo per una crescita concorde delle Chiese in Italia nell'arte delicata e sublime dell'educazione. In essa si riconosce una sfida culturale e un segno dei tempi, ma prima ancora una dimensione costitutiva e permanente della missione di rendere Dio presente in questo mondo e di far sì che ogni uomo possa incontrarlo, scoprendo la forza trasformante del suo amore e della sua verità, in una vita nuova caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono e vero. È questo un tema a cui più volte ci ha richiamato Papa Benedetto XVI, il cui magistero costituisce il riferimento sicuro per il nostro cammino ecclesiale e una fonte di ispirazione per la nostra proposta pastorale. La scelta di dedicare un'attenzione specifica al campo educativo affonda le radici nel IV Convegno ecclesiale nazionale, celebrato a Verona nell'ottobre 2006, con il suo messaggio di speranza fondato sul "sì" di Dio all'uomo attraverso suo Figlio, morto e risorto perché noi avessimo la vita. Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all'intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo. La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione. Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l'umanità e, quindi, seminare cultura e civiltà.

Oggetto e significato del testo

"Gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 intendono offrire alcune linee di fondo per una crescita concorde delle Chiese in Italia nell'arte delicata e sublime dell'educazione" (Presentazione del card. Bagnasco).

I vescovi si rivolgono anzitutto alle comunità cristiane, alle quali intendono "offrire le linee pastorali che emergono dalla scelta dell'educazione come attenzione portante di questo decennio" (n. 6).

Valore degli Orientamenti pastorali

Si tratta di un testo autorevole, in quanto sono i pastori delle Chiese particolari che si rivolgono alle loro comunità: ogni cristiano, quindi, e ogni comunità deve sentirsi interpellata e responsabilizzata.

Il testo rappresenta un esempio concreto di presentazione, anche se naturalmente molto sintetica, di ciò che significa considerare l'educazione - e conseguentemente la figura dell'educatore - da una prospettiva cristiana.

"Nell'opera dei grandi testimoni dell'educazione cristiana... troviamo i tratti fondamentali della azione educativa: l'autorevolezza dell'educatore, la centralità della relazione personale, l'educazione come atto di amore, una visione di fede che dà fondamento e orizzonte alla ricerca di senso dei giovani, la formazione integrale della persona, la corresponsabilità per la costruzione del bene comune" (n. 34). "L'educatore è un testimone della verità, della bellezza e del bene, cosciente che la propria umanità è insieme ricchezza e limite" (n. 29).

Significativa è l'articolazione dell'intera riflessione del documento (per l'educatore cristiano diventa uno schema importante di riferimento per una riflessione generale sull'educazione):

- Educare alla vita buona del Vangelo significa in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, ‘il Maestro', che non cessa di educare ad un'umanità nuova e piena. Alla luce di Cristo, compimento di tutta la rivelazione, possiamo leggere nella storia della salvezza il progetto di Dio, il grande educatore suo popolo.

- La Chiesa, discepola, madre e maestra continua nel tempo l'opera di Gesù. Anche nel suo compito educativo, come in tutto ciò che essa è e opera, attinge da Cristo e annunciando Cristo porta a pienezza l'umanità. L'intera vita ecclesiale ha una forte valenza educativa (n. 53).

- La Chiesa promuove nei suoi figli anzitutto un'autentica vita spirituale, cioè un'esistenza secondo lo Spirito. È lo Spirito Santo il grande maestro interiore che forma il cristiano secondo i sentimenti di Gesù.

- Nella Chiesa - comunità educante - esistono diversi carismi, responsabilità e ambiti educativi, ma il primato educativo va comunque riconosciuto in primo luogo alla famiglia. Ogni Chiesa particolare dispone di un potenziale educativo straordinario: la parrocchia, la catechesi, la liturgia, l'iniziazione cristiana, l'oratorio, associazioni e movimenti, la pietà popolare, la vita consacrata.

- La scuola e l'università hanno, come è facile intuire, una responsabilità specifica e particolare nel campo educativo: "consapevole di ciò, la comunità cristiana vuole intensificare la collaborazione permanente con le istituzioni scolastiche attraverso i cristiani che vi operano, le associazioni di genitori, studenti e docenti, i movimenti ecclesiali, i collegi e i convitti, mettendo in atto un'adeguata ed efficace pastorale della scuola e dell'educazione" (n. 46).

Indicazioni e suggerimenti operativi

Alla base di ogni progettazione operativa sta la necessità di prendere coscienza delle caratteristiche e della fondamentale importanza della questione educativa. Concretamente, con riferimento alla realtà delle scuole dell'infanzia di ispirazione cristiana, si possono immaginare alcuni itinerari concreti di formazione e di approfondimento:

- la prima cosa ovvia, anche se non scontata, è fare opera di promozione e sensibilizzazione in modo che coloro che si occupano di queste scuole (in primis gestori ed insegnanti) leggano attentamente il testo;

- la pubblicazione degli Orientamenti pastorali può inoltre rappresentare un'occasione preziosa per favorire ogni possibile iniziativa (in ambito parrocchiale - "la parrocchia, crocevia delle istanze educative" - e diocesano) che faccia crescere sia negli operatori pastorali diocesani che nelle scuole dell'infanzia cattoliche una sempre più convinta consapevolezza della necessità di sentirsi tutti impegnati in un cammino di crescita comune e di far parte a pieno titolo della vita e dell'impegno pastorale di quella Chiesa particolare in cui queste scuole si trovano ad operare;

- può essere assai utile, infine, organizzare momenti di riflessione con le insegnanti affinché esse siano aiutate a cogliere la specificità e l'originalità di una proposta educativa che si rifà alla visione cristiana della vita e dell'educazione, partendo dalla convinzione che l'offerta di tale proposta educativa rappresenta in definitiva la vera ragion d'essere della scuola cattolica

 

Don Aldo Basso, già Consulente Ecclesiastico Fism Nazionale