Federazione Italiana Scuole Materne Como
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ASSOCIAZIONE

Progetto Educativo

Finalità

Il Progetto Educativo
Ultima modifica: 05-07-2010
Il Progetto Educativo

Il progetto educativo.

Poiché la scuola considera il bambino come persona soggetto di diritti inalienabili, si propone la finalità di promuovere il suo sviluppo, rispondendo ai bisogni formativi (materiali, psicologici e spirituali), concorrendo alla formazione integrale della persona al massimo grado consentito dall'età, dalla maturazione e dalle potenzialità di ciascun alunno. In concreto la scuola individua e persegue obiettivi chiaramente definiti, riguardanti l'identità, l'autonomia e la competenza del singolo bambino.

Identità personale, fondata per un verso sul patrimonio genetico e per l'altro sui valori culturali e religiosi dell’ambiente umano e scolastico nei quali il bambino è immerso, e pertanto identità nel contesto familiare, sociale e ecclesiale.

Autonomia come conquista graduale della capacità di conciliare la libertà individuale con quella degli altri componenti le comunità di appartenenza e come maturazione della capacità di valutare e giudicare. Non isolamento e disimpegno, ma rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, solidarietà con gli altri, partecipazione alla costruzione del bene comune, amore per il prossimo.

Competenza non certamente da intendere come erudizione ed esibizione di saccenteria, bensì come iniziale approccio ai più importanti sistemi simbolici con cui si costruisce il patrimonio individuale di cultura attingendo da quello che costituisce la ricchezza dell'umanità., frutto dell'esperienza, della scienza e del progresso di tante generazioni precedenti e della saggezza etica desunta dagli insegnamento del Vangelo.

È evidente che anche la famiglia e la società aspirino a promuovere la crescita delle giovani generazioni. Tuttavia la scuola, pur essendo espressione delle due comunità citate, se ne distingue per la propria autonomia esplicitata a livello istituzionale, pedagogico e organizzativo.

L’autonomia di quella istituzione scolastica si regge sulla propria identità specifica, configurata nello Statuto che ne riepiloga i fini e i valori da cui traggono origine coerenti scelte scolastiche.

L’autonomia pedagogica si sostanzia nel diritto - dovere di elaborate il presente progetto educativo in linea con lo Statuto, rispondente a criteri di rigore scientifico e forte della corresponsabile partecipazione di tutti i membri della comunità educante.

Le stesse componenti concorrono all'autonomia organizzativa della scuola, intervenendo nella gestione delle risorse educative, umane ed economiche e garantendone la razionalità e la regolarità.

 

Il ruolo della scuola.

Per quanto attiene il piano educativo, la scuola si pone come ambiente preordinato all’apprendimento intenzionale e sistematico, differente, ma integrativo rispetto a quello familiare, poiché è luogo di arricchimento personale, termine di confronto nelle esperienze, matrice di una progressiva autonomia del bambino. Ciò le permette di farsi carico di educare, svolgere azione culturale, compensare gli eventuali svantaggi e, entro certi limiti, anche gli handicap, nonché prevenire situazioni di disadattamento o disagio.

Nel campo didattico, la scuola determina e sviluppa un itinerario (curricolo) con precisi obiettivi da raggiungere valendosi di contenuti e metodi appropriati, offrendo una vasta gamma di sollecitazioni educative e caratterizzando con la giusta flessibilità le proposte didattiche rivolte agli allievi. Di questi rispecchia i ritmi e i tempi dei processi evolutivi senza trascurare di creare condizioni per la maggiore varietà possibile di esperienze nei diversi campi disciplinari.

Predispone gli ambienti scolastici in modo che essi esercitino indirettamente stimoli all'apprendimento e si avvale nello stesso senso anche dell’ambiente esterno e di quanto esiste nel territorio. Sollecita altresì una interessata e attiva partecipazione del bambino, valorizzando i rapporti interpersonali verbali fra esso e l’adulto e fra esso e i compagni.

Consapevole dell'importanza del gioco come fertile attività propria della natura infantile, la scuola ne fa strumento e veicolo di primo livello per favorire apprendimenti di conoscenze e competenze. Per l’efficacia che assumono, intende privilegiare le esperienze dirette, per quanto possibile, motivate ed effettuate come comunità scolastica, perché abbiano la forza emotiva e didattica dei vissuti.

Gli interventi dell’insegnante sono previsti in forma tale da garantire il perseguimento degli obiettivi, senza imporre percorsi rigidi che smorzino le motivazioni e gli interessi dei bambini o che mortifichino il loro entusiasmo, la curiosità e il desiderio di crescere.

L’organizzazione prevede momenti di strutturazioni differenziate per gruppi affinché gli alunni possano fare esperienze di vita e di collaborazione con compagni di età affine, oppure diversa. La polivalenza dei campi di esperienza comporta una sapiente predisposizione di situazioni e ambienti, ossia un utilizzo in funzione pedagogico - didattica dei tempi e degli spazi scolastici.

L'uso di sussidi didattici e materiali strutturati e non, è rivolto a facilitare l’aggregazione, il confronto, lo scambio, la collaborazione e le forme di simbolizzazione atte a fornire agli allievi la più ampia possibilità di espressione.

 

Personalizzazione e continuità educativa.

L'attuazione del progetto educativo esige elasticità e conoscenza reale delle situazioni individuali. Inoltre richiede una verifica periodica per "fare il punto" dello "stato di avanzamento" degli apprendimenti e delle competenze.

Quale strumento idoneo a questo scopo, la scuola adotta il "Fascicolo personale dell'alunno" od il "Portfolio" quale sussidio che consenta la registrazione di osservazioni periodiche su comportamenti, performance e risposte del singolo alunno. Sulla scorta dei dati raccolti l’insegnante può accertare il cammino percorso dell’alunno e, di conseguenza, è in grado veramente di decidere se, quando e come effettuare interventi che rispondano alle esigenze della personalizzazione. Lo stesso documento riporta gli elementi su cui effettuare comparazioni a distanza di tempo e diviene prezioso anche ai fini della verifica e della valutazione, ovviamente intese come mezzi diagnostici di situazioni suscettibili di venir modificate con interventi formativi e promozionali. Alcune delle notizie possono essere fornite dalla famiglia e questo è uno dei passi attraverso i quali si realizza la continuità con l'extrascuola. L'analisi contestuale della situazione è assunto anche come punto di partenza per i necessari raccordi con gli ambienti esterni (famiglia, comunità civica e comunità religiosa ecc.) per una conoscenza degli apporti ambientali che hanno influito, influiscono e potranno in futuro avere peso nella formazione dell’alunno.

 

I campi di esperienze.

Da quanto detto sinora, è manifesto che la scuola adotta le "Indicazioni" ministeriali vigenti per la scuola dell’infanzia. In essi l'attenzione è particolarmente concentrata sui cosiddetti "campi di esperienza", ossia su tutto quello che entra a far parte del vissuto del bambino, i cui contenuti attendono di essere organizzati, analizzati e portati a un primo livello culturale per azione della scuola.

La scuola intende valorizzare al massimo detti campi che includono i rapporti con sé stessi e con gli altri, la conoscenza e l’educazione corporea, la formazione linguistica, quella logica e spaziale, la consapevolezza dei fatti che riguardano la natura, un primo orientamento nella categoria del tempo, il giusto approccio al mondo della comunicazione e dei relativi strumenti. Ai campi predetti, la nostra scuola aggiunge necessariamente, per essere fedele alla propria identità, anche quello dell’esperienza religiosa, da cui ogni altro campo trae elementi di significatività.

Per ciascuno di essi, la scuola individua gli aspetti e i contenuti che più spiccatamente possono contribuire alla scoperta e al consolidamento dell'identità, alla conquista dell’autonomia e allo sviluppo delle competenze. Se ne avvale per trarne il massimo della efficacia formativa, perché l’alunno non resti privo di mezzi e strumenti che gli consentano di vivere la vita di relazione, di comprendere gli altri e farsi comprendere, di chiedersi il perché delle cose e dei fenomeni, di mantenere e accrescere la sua capacità critica e creativa, di non essere suo malgrado succube inconsapevole di suggestioni, manipolazioni e scelte operate da altri.

Un altro compito che la scuola si assume, ancora riferendosi ai campi di esperienza, è l’utilizzo dei contenuti per favorire la presa di coscienza e il controllo dell’emotività, perché siano superati i limiti con cui in molti casi essa ostacola o rende difficili i rapporti sociali, la sicurezza di sé, la trasformazione di capacità in abilità, l'apprendimento e talora persino la comunicazione a livello di esigenze e bisogni